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La Moschea di Hassan
II
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L'idea di costruire
una grande moschea sullo sperone della corniche venne
a Re Hassan II verso la metà degli anni '80:
"Voglio un edificio che sia per l'Africa del Nord
l'equivalente della Statua della Libertà per
gli Stati Uniti".
Il tempio nasce come pegno di fede nell'Islam, vuole
essere un'occasione religiosa mirata a difendersi dall'assalto
della cultura occidentale, conseguente al processo di
rilancio economico del Marocco e all'impetuoso sviluppo
turistico.
L'architetto francese Michel Pineau disegnò quindi
un tempio colossale destinato ad essere, per dimensioni,
il secondo tempio musulmano del mondo, dopo la moschea
della Mecca. Il costo dell'impresa fu di oltre mille
miliardi di lire, sostenuto da una sottoscrizione nazionale,
a riprova del fervore religioso scatenato dall'iniziativa
reale. I lavori coinvolsero circa 10.000 persone tra
cui, capimastri, muratori, artigiani, intagliatori,
scalpellini e stuccatori provenienti da ogni parte del
Marocco. A tutti fu rilasciato un attestato di benemerenza
per aver contribuito a costruire questa gigantesca opera
d'arte che sembra galleggiare sulle acque dell'oceano.
I vari materiali per costruire la moschea
furono fatti arrivare dalle diverse regioni del Paese:
il legno di cedro dal Medio Atlante, i marmi da Agadir
(ma anche da Carrara), i graniti da Tafraoute, le zellij,
piccole piastrelle di ceramica smaltate, da Fès.
Gli enormi lampadari furono invece realizzati in Italia
a Murano. Il colosso venne inaugurato nel 1993. Laula
centrale, e'sospesa su enormi palafitte ed è
sormontata da un soffitto apribile e può accogliere
piu'di 25.000 fedeli,
il piazzale antistante
la moschea può contenere quasi 100.000 persone.
Il minareto a pianta quadrata è alto 172 metri
e sulla sommità vi è montato un laser
il cui raggio indica la Mecca.
Il complesso occupa in totale un'area di 90.000 m2
e comprende anche una Medersa, ovvero una scuola coranica
con sale per abluzioni per uomini e donne.