Rabat


Rabat è la capitale del Marocco. La sua storia è stata caratterizzata da vicende alterne. 
I primi insediamenti risalgono all’VIII secolo a. C. quando alcune popolazioni indigene si stabilirono nella zona della necropoli di Chellah. Seguirono i fenici e successivamente giunsero i Romani che crearono degli avamposti dell’impero lungo la costa. L’insediamento romano si chiamava Sala Colonia e venne edificato sulla sponda del fiume cui venne dato lo stesso nome (l’odierno Bou Regreg) e sopravvisse ben oltre la caduta dell’impero romano. Con l’arrivo degli Arabi nel VII secolo, gli abitanti di Sala Colonia si convertirono all’islamismo apportandone però alcune modifiche che si allontanavano dall’ortodossia. In seguito la città, causa l’insabbiamento del porto, venne trascurata fino a decadere a modesto villaggio. Nel X secolo, sulla sponda settentrionale del fiume, sorse la nuova città di Salé, dove la tribù degli Zenata costruì un ribat (convento-fortezza) per difendersi da una tribù rivale ed eretica che si era insediata a sud del fiume. Nel XII secolo fecero la loro comparsa gli Almohadi, a loro si deve la costruzione della kasbah sul luogo dove sorgeva il ribat, che scelsero quel luogo come base per la Reconquista cristiana in Spagna.  

Rabat al Fatah (Fortezza della vittoria), sotto il dominio di Yacoub al-Mansur, conobbe un breve periodo di gloria grazie alle vittoriose campagne in Spagna. Al-Mansur fece costruire grandi mura, aggiunse alla kasbah la porta Oudaia e diede inizio alla costruzione della moschea che doveva essere la più grande di tutto l’islam. La sua morte, avvenuta nel 1199, pose fine al grandioso progetto e la grande moschea rimase incompleta. Ne rimangono solo una foresta di colonne disposte in file fra i tre cortili; sulla facciata anteriore ha il minareto, la Torre di Hassan, che ricorda la Giralda di Siviglia e la Kutuliyyah di Marrakech; in origine doveva raggiungere i 60 m di altezza, ma la costruzione si fermò a 44 m. In seguito la città perse di nuovo la sua importanza. Con l’arrivo dei profughi dalla Spagna cristiana, siamo nel XVII secolo, le due città di Rabat e Salè vennero raggiunte da cristiani rinnegati, pirati moreschi, filibustieri e avventurieri che non si diedero pena di assalire le navi che tornavano in Spagna e in Portogallo dalle Americhe, depredando tutto ciò che trasportavano. Questa attività durò fino al XIX secolo quando la Francia decise di fare del Marocco un suo protettorato.  Nel frattempo la capitale era stata trasferita a Fès che tale rimase fino al 1912 quando per volere della Francia Rabat ridivenne la capitale. Dal 1956 il Marocco ha conseguito l’indipendenza e Rabat è sede del governo e del re.

La Medina (questo termine indica la vecchia parte araba delle città moderne) di Rabat risale al XVII secolo ed è meno interessante di quelle di Fès, Meknès o Marrakech, tuttavia vale la pena di visitarla. La via più caratteristica è la Rue Souika, dove numerosi sono i negozi di alimentari, spezie e di altri generi. Alla fine della via si raggiunge la zona della Grande Moschea. Da qui si prosegue per la Rue des Consuls e si arriva nel Souq as-Sebbat dove numerose sono le botteghe degli orefici. Oltre la Rue des Consuls si trova il mercato delle pulci dove è possibile, aiutati dalla pazienza e dalla fortuna, trovare qualche pezzo interessante. Procedendo verso la kasbah ci si ritrova immersi fra botteghe di tappeti, di oggetti in pelle e articoli in rame.

La Kasbah. Si entra attraverso la porta almohade Bab Oudaia (che risale al 1195). Per visitare la kasbah non occorre ingaggiare una guida, basta percorrere la Rue Jamaa per evitare di perdersi. Lì sorge la moschea più antica di Rabat che risale al XII secolo.

Chellah si trova nella zona meridionale della città, oltre le mura, dove si può ammirare ciò che rimane dell’antica città romana di Sala Colonia racchiusa dalle mura della necropoli di Chellah.

Alcune guide suggeriscono di dedicare a Rabat almeno due giorni. A nostro avviso un giorno è più che sufficiente per ammirare i pochi monumenti. Più interessante è gironzolare per la Medina e la Kasbah osservando la gente e gli artigiani intenti nel loro lavoro. Numerosi sono gli alberghi, dal più lussuoso a quelli standard, e ancor più numerosi i ristoranti. Per chi ama la vita notturna non mancano i Nightclub generalmente annessi agli alberghi più lussuosi.